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La cronaca della Premiazione
Discorso Premio Gavinelli - V edizione
Palazzo Leone da Perego, 18 giugno 2006
SALUTO E RINGRAZIAMENTI
Buona sera a tutti e grazie per avere voluto partecipare alla cerimonia di premiazione di questa quinta edizione del concorso Mauro Gavinelli.
Quando cinque anni fa ci riunimmo per organizzare questo premio, francamente nessuno di noi pensava che sarebbe diventato un appuntamento così seguito da tanti giovani colleghi. Volevamo, molto più modestamente, trovare il modo di prolungare la nostra amicizia nei confronti di una professionista e di un uomo che avevamo apprezzato. Un giornalista appassionato del suo lavoro che sapeva soprattutto entrare in sintonia con la gente di qualunque estrazione sociale, provenienza geografica, cultura. Di Mauro, soprattutto, sapevamo quale importanza attribuisse alla
formazione professionale: molti colleghi che oggi lavorano in questo territorio hanno mosso i loro primi passi sotto la sua guida. Per questo, quando nel 2001, un anno dopo la sua prematura scomparsa, abbiamo pensato che non ci poteva essere modo migliore per ricordarlo che organizzare un premio giornalistico riservato ai giovani, ai cronisti della Lombardia, gente che batte a tappeto il territorio, ha a che fare non con le grandi questioni della politica nazionale e internazionale, ma che sa cogliere nei tanti piccoli fatti che animano le cittadine lombarde le grandi trasformazioni della società. Esattamente come ha fatto Gavinelli che, come emerge chiaramente,
nellantologia dei suo scritti che abbiamo raccolto lo scorso anno in un bel saggio curato da Gisanni Borsa, ha saputo raccontare la storia del Paese, raccontando la storia della sua città.
E, insomma, questo tipo di giornalismo di provincia, ma non provinciale che il Premio Gavinelli vuole valorizzare.
Crediamo che linformazione del territorio, se vuole continuare ad essere informazione, non può più essere informazione locale. E, credo, esperienza comune di chi pratica questa professione, soprattutto qui in Lombardia, scoprire dietro ai fatti che riguardano le nostre cittadine, i nostri paesi, persino i nostri quartieri, realtà più grandi. Oggi quando vai a Parabiago, il distretto calzaturiero, ti raccontano della Cina, della concorrenza sleale dei suoi imprenditori o delle opportunità che offre ai
nostri capitani dimpresa che sono pronti ancora a rischiare. Oppure se parli con gli operatori di un centro di ascolto parrocchiale, senti storie di gente che viene da tutto il mondo.
E sempre più necessario, quindi, per chi esercita questa professione anche in un ambito locale, allargare lorizzonte, acquisire gli strumenti culturali per inquadrare il dettaglio, il frammento della sua piccola storia, in un contesto più ampio.
Per questa ragione abbiamo voluto, questanno, introdurre una novità nel concorso Gavinelli: il premio reportage di viaggio.
Questanno, infatti, il premio è diventato doppio. Abbiamo nominato non un solo vincitore, ma due. Ad uno abbiamo attribuito il tradizionale assegno. Allaltro abbiamo, invece, offerto la possibilità di compiere un breve soggiorno allestero da cui dovrà poi trarre un servizio giornalistico. Servizio che sarà pubblicato sulla rivista dellOrdine dei Giornalisti, Tabloid.
Questanno la località scelta è Bruxelles e il tema del servizio giornalistico saranno le istituzioni europee, dai cui dipendono sempre di più decisioni fondamentali per la vita delle comunità locali.
A cinque anni di distanza ritengo che il Gruppo Altomilanese dei giornalisti che organizza il Premio, possa ritenersi soddisfatto. Il concorso si è radicato, ben oltre i confini nei quali era nato. Insomma è cresciuto e dobbiamo ringraziare chi la ha fatto diventare grande. Ad esempio, le istituzioni, come il Comune di Legnano che sin dallinizio ha colto il valore culturale di questa iniziativa. Che non è solo un riconoscimento professionale, ma vuole fra conoscere anche il territorio milanese, e più in generale lombarda, attraverso chi lo racconta. E poi lOrdine dei giornalisti della Lombardia, che ci ha sempre fornito un supporto, dando pubblicità al concorso contribuendo anche finanziariamente.
Naturalmente la famiglia di Mauro Gavitelli, senza la quale questo non sarebbe stato possibile.
Per questa ragione ci è sembrato opportuno che sedessero a questo tavolo tutti coloro che ci hanno sostenuto. Il sindaco di Legnano, Maurizio Cozzi, il presidente dellOrdine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo. Il fratello di Mauro, Giuliano. Gianni Borsa, che ha si è reso disponibile per fare da tutor per lo stage a Bruxellless.
Last but not least, un ringraziamento particolare va a Gianfranco Fabi, vicedirettore del Sole24ore, che questanno ha presieduto la nostra giuria e aiutandoci a valutare gli articoli in concorso. Ancora grazie per la disponibilità.
Francesco Chiavarini
LA PREMIAZIONE
Sono lieto di annunciarvi che la giuria, così come previsto dal bando di conconcro, a parere unanime ha deciso di assegnare la quinta edizione del premio Mauro Gavinelli, riservato ai giovani cronisti a Emanuela Zuccalà.
Giornalista professionista, collaboratrice di Io Donna e di altri megadine a diffusione nazionale, Zuccalà ha partecipato al concorso con larticolo intitolato Risvegli pubblicato dal settimanale News sul numero dell11 gennaio 2006. Il servizio racconta il ritorno alla vita di un ragazzo ridotto ad un vegetale dopo un grave incidente stradale, documenta la straordinaria tenacia e forza danimo dei genitori che lottano contro tutti, compri i medici, per tenerlo comunque in vita, affronta le questioni etiche che casi estremi come questo sollevano. Zuccalà dimostra una sincera passione per lumanità che riesce a tradurre con concretezza e capacità di sintesi.
Al tavolo giunge Ivonne e la concorrente che ha vinto per la consegna della busta.
La giuria ha inoltre deciso di assegnare il premio Reportage di viaggio a Andrea Silla 25enne, giornalista praticante a Radio 883 di Cremona, collaboratore della redazione Lombardia del Corriere della Sera, Silla ha partecipato al concorso Gavinelli con larticolo Ho realizzato un sogno: la chitarra perfetta, storia di un avvocato che di notte si trasforma in liutaio. Un vicenda curiosa raccontata con chiarezza che in maniera efficace e originale valorizza le tradizioni culturali di una provincia lombarda.
Al tavolo della premiazione giungono Giuliano Gavinelli e il concorrente
Inoltre la Giuria ha voluto segnalare:
Marco Gentile, I cinque sensi non fanno paura, Capital
Alessandro Boriani, Pane per chi ha fame, è Natale in via Luini, Luce
Lorenzo Rinaldi, Dottor Amar, professione mungitore, Il Cittadino
Gli altri concorrenti
Giorgio Lazzari Il Bergamo
Andrea Sparaciari Diario della settimana
Flavio Suardi Il Sole 24 ore
Piermaurizio di Rienzo La Peralpina
Elsa Mascella Il Corriere della sera
Giulio Giovannoni Gazzetta di Mantova
Greta Bombardieri La Prealpina
Luca Bianchin La Provincia di varese
Gabriella Persiani Leco di Bergamo
Sara de Carli Vita
Gabriella Pellegrini Leco di Bergamo
Alberto Scandroglio Polis
Giorgio Contessi Corriere della sera
Generoso Simeone Scarp de tenis
Francesca Paciulli Lo specchio
Matteo Campagnoni I care
Sara Sirtori Visto
Michela Avanzini La Provincia Pavese
Rossella di Palma Rivista di cultura cinofila
Antonio Belloni La voce di Milano
Antonia Opipari La voce di Milano
Camilla Ronzullo Lopinione
Francesco Moscatelli Giornale di Cantù
Claudio Malvicini La Provincia pavese
Monica Colombo Exbart
Patrizia Longo Il Giorno
Iris Farina La Piazza
Cristina Mariani Il Giorno
RELAZIONE del Presidente del GAG
Chi ha già partecipato a questa cerimonia, se lo ha già sentito dire, ma non è per piaggeria che ripeto che non è stato facile per la giuria dover scegliere chi premiare.
Questanno il numero dei concorrenti, 35, è stato più basso dello scorso anno. Ma, a parere unanime di color che hanno letto gli articoli, la qualità dei pezzi è stata forse maggiore. 27 le testate rappresentate: dorsi regionali di quotidiani nazionali, quotidiani provinciali, settimanali, magazine. Due giornali on line. 19 i concorrenti uomini, 17 le donne. Il più giovane ha 20 anni, letà media dei concorrenti, lo dico per gli amanti della statistica, è stata di 26 anni.
Come sa chi ha partecipato al concorso, lunico limite imposto agli articoli sono i confini regionali. Per il resto il tema e libero. Largomento può riguardare leconomia, la società, lo sport, la politica e cultura.
Vi sono, naturalmente, argomenti più frequentati di altri. Sulla base anche delle scelte dei candidati degli scorsi anni possiamo ormai individuare delle predilezioni costanti.
Ad esempio di conferma gettonatissima la cronaca. Appartengono a questa categoria diversi pezzi in gara. Cito a titolo esemplificativo solo la storia estrema del ragazzo che si risveglia dal coma e la storia agghiacciante del giovane suicida che annuncia sul suo blog il giorno e il modo con i quali si toglierà la vita.
Molte sono anche le storie di costume il racconto di uno degli ultimi pastori lombardi che dallAlta Val Seriana scende in pianura col suo gregge di pecore, la doppia vita dellavvocato-liutaio di Cremona, di giorno principe del foro, la sera impegnato a realizzare il suo sogno: costruire la chitarra perfetta; le quasi mitica storia del bar sport di Cantù dove si faceva colazione con grappa e marsala; e ancora la vicenda di un mungitore indiano laureato in matematica ed emigrato nel lodigiano Riscuote un grande successo, come ogni anno, il sociale: il genere di gran lunga
prediletto. Cè limpegno per i poveri di un gruppo di suorine quasi ottuagenarie a Varese, la ronda della carità per le vie di Milano, la testimonianza della madre che ringrazia lassociazione che lha aiutata a non abortire. Tutte strie scritte con grande sensibilità, senza sbavature retoriche, anche nei casi più estremi dove sarebbe facile cadere nella tentazione.
Quasi assente la cultura (una sola recensione di una mostra) e la politica (una intervista). Soprattutto questultima si conferma il fanalino di coda. Gode invece di un maggiore favore leconomia.
Leggendo gli articoli in concorso ci si fa unidea più precisa di che cosa sta accadendo nella nostra regione, delle grandi trasformazioni sociali che la stanno attraversando. Non mi sembra ad esempio un caso che su 35 pezzi, a soggetto praticamente libero, ben tre parlino della Cina. Si racconta lavventura di alcuni imprenditori bergamaschi che hanno fatto le valigie e si sono trasferiti ad Hong
Kong, oppure la singolare carriera di un ex contadino della Manciuria divenuto improvvisamente un signore ricchissimo che vorrebbe aprire a Muggiò un maga centro commerciali di prodotti cinesi, o ancora si registrano le aspettative del più blasonato mondo economico lombardo nei confini dei nuovi mercati dellestremo oriente.
Quello che voglio dire che tutti questi articoli insieme compongo come un unico affresco della nostra regione. Per questo, colgo loccasione per annunciarvi, che il Gruppo Altomilanese dei giornalisti sta valutando lipotesi di raccoglierli in un volume. Un testo che potrebbe diventare lomaggio ai prossimi concorrenti ma che potrebbe anche circolare anche al di fuori della nostra ristretta cerchia, ovviamente se troviamo un sponsor che ci sostenga economicamente.