Sei nella sezione: Premio Gavinelli > V edizione
Reportage dall'Unione Europea
Il vincitore dell'edizione 2006
BRUXELLES Lontana. Se si chiedesse agli italiani un aggettivo per descrivere lUnione europea, la stragrande maggioranza si esprimerebbe così. Una realtà in movimento, che si è inceppata con la ratifica della Costituzione europea, ma soprattutto lontana. Perché? Le motivazioni sono due. In primo luogo, i nostri media parlano di Europa soprattutto quando un europarlamentare italiano solleva questioni nazionali: al Parlamento europeo si deve parlare di noi. Provincialismo? Forse. Ma cè unaltra ragione: la scarsa conoscenza. La gente dovrebbe sapere che quello che sta accadendo agli stati dellUnione è incredibile: tutti lavorano per un unico obiettivo. Le questioni nazionali sono ugualmente importanti, ma sono sovrastate dall'idea che dell'Ue e dell'integrazione non si può fare a meno, soprattutto in un mondo globalizzato. Qui si lavora per un orizzonte più ampio, che riguarda tutti noi. Eppure la gente non lo sa. Anche, e soprattutto, perché nessuno glielo racconta.
Appena entrati al Parlamento di Bruxelles, la gigantesca costruzione dellUnione che ospita gli uffici, lemiciclo e decine di sale conferenze, si avverte qualcosa di strano e piacevole. E una brezza fresca, un vento particolare. Un clima europeo. In ascensore, si incontrano funzionari di paesi diversi, vestiti in maniera diversa e con tratti somatici differenti, che parlano la stessa lingua, linglese. E i loro discorsi sono sempre rivolti allEuropa. Il clima europeo, insomma, contagia tutti. Uscieri, parlamentari, portavoce, tecnici, giornalisti. Le questioni nazionali sono uneco lontana. Nulla di paragonabile allaria che si respira nei corridoi di Montecitorio. A Bruxelles senti il rumore dei mattoni che vengono sovrapposti per costruire lUnione.
Un clima differente
E così spiega il vicepresidente dellEuroparlamento Mario Mauro ma non ci sono misteri, né trucchi, né alchimie strane. Qui a Bruxelles abbiamo un metodo di lavoro: ogni parlamentare entra nel merito delle questioni europee. Ci sono poche posizioni ideologiche, e si ha la sensazione che il negoziato, il confronto, la discussione porteranno prima o poi a risolvere i problemi, per quanto grandi siano. E i problemi hanno ricadute su quanto avverrà a Roma come a Parigi, a Berlino come a Madrid: il programma europeo per la ricerca, il rapporto con gli altri Stati, il mercato del lavoro, i fondi comunitari, la politica economica.
Eppure di questo e del clima europeo sui giornali italiani non cè quasi mai traccia. A Bruxelles, sono pochi i media nostrani che dispongono di un corrispondente. La maggior parte manda un inviato quando un nostro ministro viene a parlare dellItalia, o quando la Commissione deve prendere posizione sul deficit del nostro Paese. Comprensibile, forse, ma piuttosto limitativo. Le questioni europee non hanno molto spazio sui media italiani racconta Federico Rossetto, funzionario dellUfficio stampa dellEuroparlamento Diversi giornalisti italiani sono interessati al grande evento, allo scandaluccio, alla polemica italiana portata a Bruxelles. E non tengono conto del fatto che tante decisioni vengono prese proprio qui: il cittadino deve essere informato da vicino sui provvedimenti che lEuropa prende in tema di sicurezza, ambiente, politiche sociali. Provincialismo? Non saprei continua Rossetto - I cittadini vogliono sapere, eppure vengono informati poco. Su molti giornali, lEuropa viene descritta solo in termini proibizionistici: non fare quello, non sforare i parametri, rispetta le norme. Ma lEuropa è molto altro.
Larte del negoziato
Unaltra differenza abissale con lItalia è il rapporto con i gruppi di potere, le lobby. Nel nostro Paese, generalmente, il meccanismo è consolidato: il Governo decide un provvedimento, una o più categorie scioperano o protestano, il Parlamento lo approva dopo una discussione faticosa ed estenuante, che spesso stravolge il provvedimento iniziale. In Europa tutto questo non accade. Qui la contrattazione avviene subito, perché la decisione che verrà presa sarà definitiva e insindacabile. Il metodo della politica europea è lopposto di quella italiana, praticamente da cinquantanni Claudia Delpero, responsabile stampa di Wwf Europa il dialogo con le lobby avviene subito. Le istituzioni politiche ci ricevono, ascoltano la nostra posizione, cercano un accordo, e poi si arriva a legiferare. Perché? La ricerca di un compromesso è nel dna dellEuropa. Tentare di mettere daccordo ventisette Stati ti impone un metodo di lavoro basato sullascolto. Ciascuno capisce che se vuole ottenere qualcosa, deve rinunciare a qualcosaltro. Così si arriva a un obiettivo comune.
Un futuro diverso?
Differenze abissali, dunque. E i giornali, spesso, non ne parlano. Si appassionano a temi italiani, o addirittura italianizzano temi europei. Sembrerebbe una spirale, un vortice senza fine. Eppure non è così. Qualcosa sta cambiando osserva Ivo Caizzi, corrispondente del Corriere della Sera da Bruxelles i quotidiani dedicano più spazio allEuropa. Meno di quanto si dovrebbe e di quanto non facciano i media tedeschi o francesi, ma le pagine europee aumentano e sono destinate ad aumentare. Perché? Perché gli argomenti europei abbracciano ormai le questioni più diverse conclude Federico Rossetto, ufficio stampa del Parlamento europeo finché un corrispondente dovrà seguire lattività di Commissione, Parlamento, Consiglio e perfino la cronaca e la politica del Belgio, Olanda e Lussemburgo diventa difficile. Ma i grandi giornali hanno capito. E pian piano stanno abbracciando gli argomenti dellUnione europea. Serviranno anni, ma forse siamo alla svolta. Chissà, il vento europeo partito da Bruxelles è davvero arrivato alle Alpi.
Scheda del vincitore
Il premio Gavinelli, in memoria del cronista scomparso XXX Gavinelli, è rivolto ai giovani giornalisti, a coloro che si stanno dedicando, con passione ed entusiasmo, alla professione giornalistica. Dallo scorso anno, accanto al premio in denaro, vi è la possibilità per uno dei partecipanti di vincere un viaggio reportage a Bruxelles, tra le istituzioni europee.
Andrea Silla ne è stato il primo vincitore e lo scorso novembre, guidato da Gianni Borsa, corrispondente da Bruxelles per l'agenzia Sir, ha vissuto una settimana nei principali centri decisionali dell'Unione.
Ha visitato il Parlamento europeo, assistito a sedute nell'emiciclo e conosciuto funzionari e parlamentari. Tra i deputati italiani a Bruxelles ha potuto parlare con Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento e deputato di Forza Italia e con Patrizia Toia, parlamentare della Margherita. Quindi ha fatto la conoscenza di Federico Rossetto, dell'Ufficio stampa del Parlamento. Con loro ha potuto discutere e capire le complesse dinamiche che muovono l'attività del Parlamento europeo.
Quindi ha visitato la Commissione europea, assistito a conferenze, workshop e alla riunione del mercoledì, dedicata alle comunicazioni con la stampa. Ha conosciuto lobbisti, come Claudia Delpero, Communications manager di Wwf Europa, e giornalisti che lavorano stabilmente a Bruxelles, come Paolo Bollani, direttore dell'agenzia multimediale E-News e Ivo Caizzi, corrispondente del Corriere della Sera.
Insomma, ha potuto vivere, per una settimana, a contatto con le istituzioni. Dotato di un proprio badge, una propria postazione multimediale e un fitto programma di incontri, ha conosciuto da vicino la capitale europea, Bruxelles, e tutto quello che vi ruota attorno durante una settimana di lavori.