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III edizione

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3° Premio nazionale giornalistico
" Mauro Gavinelli"

Il regolamento del Concorso

Un premio che cresce


La terza edizione del concorso ha visto un aumento del numero dei concorrenti, ma soprattutto una maggiore varietà delle testate rappresentate.
La relazione del presidente alla cerimonia di premiazione domenica 6 giugno a Palazzo Leone da Perego, Legnano.

Il saluto del Presidente


A nome del Gruppo Altomilanese Giornalisti (Gag), voglio innanzitutto ringraziare tutti i partecipati al premio e gli ospiti che hanno voluto prendere parte a questa cerimonia.
Anche quest'anno il Gruppo Altomilanese Giornalisti ha voluto organizzare il premio giornalistico "Mauro Gavinelli" rivolto ai giovani colleghi.
Siamo felici di averlo fatto perché crediamo molto in questa iniziativa. Primo perché, sin dall'inizio, ci è sembrato un modo intelligente e appropriato per ricordare Mauro Gavinelli che per le sue qualità professionali - ma vorrei sottolineare anche umane - è stato un punto di riferimento per molti giovani della città e del circondario che negli anni passati si sono avviati a questo mestiere. In questo periodo di disorientamento, trovare persone disponibili, capaci di insegnare qualcosa, è un'esperienza preziosa.
Molti di noi (e tra questo mi ci metto anch'io) l'hanno potuta fare proprio perché nella redazione del quotidiano locale la Prealpina hanno trovato un giornalista come Mauro Gavinelli che aveva un senso alto della professione, tanto da spingerlo, tra l'altro, a fondare insieme ad altri questa nostra associazione, il Gag, nella quale ha ricoperto l'incarico di presidente.
Fu Gavinelli 11 anni fa a sentire la necessità della presenza sul territorio di un'organizzazione che rappresentasse gli operatori dell'informazione allo scopo di tutelare le loro prerogative, ma che soprattutto fosse un luogo di arricchimento professionale per i colleghi e più in generale di promozione culturale. Non sempre, lo ammettiamo, il nostro sodalizio è stato all'altezza di quelle ambizioni. Ma questi sono gli obiettivi a cui tendiamo. Tuttavia, non è solo la riconoscenza nei confronti di Mauro che ha spinto il Gag ha riproporre il concorso. E qui vengo alla seconda ragione che sta alla base di questa terza edizione.
Oggi il giornalismo vive una crisi di credibilità a causa senza dubbio di qualche vizio della categoria, alla condotta un po' spregiudicata (per usare un eufemismo) di qualche illustre professionista, ma anche di un contesto sociale, economico e politico che non favorisce l'esercizio di questo mestiere così essenziale al coretto funzionamento della democrazia. Però, al di là dei facili luoghi comuni, nelle redazioni (o spesso fuori dalle redazioni) lavorano persone valide che con onestà e impegno cercano di dire ai lettori come stanno le cose.
Ogni anno siamo stupiti, leggendo gli articoli in concorso, dalla grande vivacità culturale, dall'originalità, dalla profondità di analisi che dimostrano i giovani giornalisti che spesso, tra l'altro, sono costretti al lavorare in condizioni precarie, senza un contratto e con compensi a volte ridicoli. Con il concorso Gavinelli noi vogliamo premiare soprattutto questo impegno. Vogliamo, insomma, incoraggiare i giovani a continuare, nonostante le difficoltà, a proseguire sulla loro strada. Perché, siamo convinti che questo sia anche il modo migliore per ridare smalto al giornalismo.
Nel suo piccolissimo, pensiamo che questo concorso, sia un'umile testimonianza che è possibile ancora credere nel ruolo civile e democratico della professione.

RELAZIONE

Siamo molto soddisfatti di questa terza edizione del premio. Quest'anno sono aumentati i concorrenti (43 sono i giornalisti che hanno partecipato al concorso), ma soprattutto è aumenta la varietà delle testate rappresentate. I 42 articoli che la giuria ha dovuto esaminare provengono da tre quotidiani nazionali, uno regionale, tre provinciali, una folta schiera di settimanali o periodici locali, riviste di settore o legate al mondo del no profit e dell'associazionismo di diversa diffusione e periodicità.
E' rappresenta anche l'editoria on line con un'agenzia stampa e siti internet. Il premio mantiene il suo zoccolo duro nel Nord Ovest della Provincia di Milano, che è l'area geografica nella quale è nato. Ma dopo tre anni possiamo dire che ha assunto una dimensione almeno regionale.

Queste le testate rappresentate:

Adnkronos, Città oggi,
La Prealpina,
Paese mio,
Il Segno,
Milano Ore 13,
Il Sole 24 Ore,
Il Giorno,
Diario,
Modeemodi.com,
Il Giornale di Erba,
Luce,
Il cittadino di Lodi,
Espansione,
Ordine e Libertà,
Terre di mezzo,
Il Giornale dell'Altomilanese,
La Provincia,
Vita,
Il Giornale,
Il Resegone,
Corriere della Sera,
L'Inforamzione,
Donna Moderna.com,
Settegiorni,
La Settimana,
L'eco di Bergamo,
Rivista di Montagna

Fra i 43 giornalisti in concorso 24 sono le donne, 19 uomini. Il più giovane concorrente ha 21 anni. L'età media è di 28. Fra i temi degli articoli prevalgono gli argomenti di carattere sociale ed economico. Si parla molto, ad esempio, di quel variegato mondo che definiamo non profit.
Molti sono gli articoli dedicati all'impegno delle associazioni. O all'attività di personaggi riconosciuti come significativi nella comunità alla quale appartengono: medici volontari, missionari, preti. C'è una grande attenzione, in generale, alle storie di vita: episodi curiosi, mestieri in via di estinzione, esperienze significative. L'economia - soprattutto i nuovi settori (ricerca e biotecnologie) - offre diversi spunti per analisi molto approfondite.
Si è registrata una buona presenza anche di articoli di taglio culturale incentrati sulle tradizioni locali o che valorizzano i beni naturali di alcuni luoghi caratteristici. Non vi è, invece, praticamente traccia della politica. Non ci sono articoli dedicati a partiti o personaggio politici, argomenti che invece tengono in genere le prima pagine dei giornali. Un altro argomento forte, come la cronaca nera è poco rappresentato.
Parlando invece dei generi di scrittura, la giuria è rimasta colpita anche dal presenza significativa dell'inchiesta. Molti concorrenti si sono cimentati proprio con questo genere nobile del giornalismo. Nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di saper confrontare le fonti, e soprattutto di saperle utilizzare in modo intelligente e originale. Apprezzabile è stato il lavoro di ricerca su documenti di prima mano che ha potuto offrire una visione originale e completa su alcune questioni di forte rilevanza sociale. Un altro genere frequentato dai concorrenti è stato l'intervista utilizzata, soprattutto, per far emerge gli aspetti umani dietro ai fatti di cronaca più sconvolgenti. Complessivamente la qualità degli articoli è parsa alla giuria molto buona. Non è stato dunque facile individuare un vincitore. Per questa ragione abbiamo deciso di premiare l'autore dell'articolo giudicato migliore, ma di segnalare altri quattro concorrenti che omaggeremo con una targa.

PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE E DEI SEGNALATI

La Giuria ha deciso, in modo concorde ed unanime, sulla base di un giudizio che ha tenuto conto di diversi parametri valutativi, d'assegnare il primo premio della terza edizione del concorso "Mauro Gavinelli" a Stefano Arduini per l'articolo "Dax, mio figlio" pubblicato su Vita, magazine del no profit, il 29 agosto del 2003. L'autore, 30 anni a luglio, giornalista professionista da due anni, intervista la madre di Davide Cesare un giovane attivista dei centri sociali di Milano accoltellato a morte nel marzo dell'anno scorso da un gruppo di simpatizzanti di destra. L'episodio non fu un fatto di cronaca come tanti. Milano per alcuni giorni temette di trasformarsi nel teatro di scontri tra i giovani degli opposti estremismi. Se non accadde il peggio, fu anche per l'intervento di Rosa, la mamma di Dax, che riuscì a disinnescare con la compostezza del suo dolore la spirale della vendetta. Nel raccogliere una testimonianza così drammatica Stefano Arduini dimostra una grande sensibilità umana che gli consente di entrare facilmente in relazione con l'interlocutore. Riesce a mantenere un tono misurato senza mai scivolare nel facile sentimentalismo. Ma soprattutto ponendo senza reticenze anche le domande più difficili, riesce a fare emergere da una storia particolare un interessante spaccato sociale I segnalati La Giuria ha voluto, inoltre, segnalare : Gabriella Pellegrini "L'ultimo mülatèr teme solo gli elicotteri" (L'eco di Bergamo); Silvia Perfetti, "Rescaldina, la tragedia dimenticata" (La Prealpina); Gaia Fiertler, "Quei sette primati made in Lombardia" (Espansione); Carlo Caccia, "Val Qualido, il sentiero dei Melàt" (Rivista di Montagna).


Il tavolo dei relatori.
Da sinistra a destra:
don Luigi Poretti,
Francesco Chiavarini (presidente del Gag),
Franco Abruzzo (presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia),
Giuliano Gavinelli.

I relatori

Le immagini del premiazione: il pubblico

Il pubblico della premiazione

I familiari di Mauro Gavinelli

I familiari di Mauro Gavinelli


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